L’insegnamento obbligatorio della religione, magari cristiana

12 AGO 20
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Al direttore - Par di capire che l’idea di affiancare due comici a conduttori paludati come Benigni e Crozza, non abbia sbancato l’Auditel.
Maurizio Crippa
Al direttore - Ieri il Corriere della Sera, in un corsivo, osservava come “Vandana Shiva, iconica portabandiera della lotta agli Organismi geneticamente modificati (Ogm) e ora consulente di Milano Expo, è stata sloggiata dal piedistallo costruito in anni di campagne”. Ad averla sloggiata da quel piedistallo – costruito di frasi ad effetto e tesi complottiste che trovano terreno fertile in Italia – è stata un’inchiesta del New Yorker di fine agosto. Ne avevo letto sul Foglio lo scorso 7 settembre. Ora c’è solo d’auspicare che il Corriere, milanese e d’establishment com’è, faccia un centesimo della campagna già animata dal suo giornale in queste settimane per sloggiare la Shiva dall’Expo, così forse l’appuntamento milanese sarà meno feudale di come lo vorrebbe la signora in questione.
Sebino Caldarola
De Bortoli è uno che non nasconde le cose veicolate, con tutta la modestia di una ripresa, dalla piccola stampa d’opinione, chissà come mai stavolta sì. Ho visto che si è dichiarato indipendente anche dagli azionisti, in uno spot per la nuova foliazione del giornale. Beato lui. E noi qui, a remare per il Cavaliere. Magico. Speriamo che il Corriere lo compri la Monsanto. Così (B)andana Shiva è sistemata.
Al direttore - Ho letto e riletto con attenzione lo “scoop” del Corriere della Sera sul libro dei cinque cardinali contrari alla linea misericordiosa di Walter Kasper in tema di famiglia e divorzio. Suonava familiare. Poi mi sono ricordato che il Foglio nei mesi scorsi aveva già pubblicato quasi tutti i discorsi contenuti in quel volume, dando tra l’altro la notizia dell’uscita del libro (lo scorso 9 luglio). Del resto, è stato il Foglio il quotidiano che ha fatto conoscere al mondo – nel silenzio tombale degli altri – il pensiero di Kasper benedetto dal Papa.
Gualtiero Saladino
Com’è dolce fare quel che fanno gli asini di Cavour, che “as lodu da lour” (si lodano e s’imbrodano da sé). Grazie.
Al direttore - Non so se “si alza il vento”, come ha scritto Annalena commentando il discorso dei “mille giorni di Renzi”. Sono più pessimista di lei, mi sembra che in Italia tutti preferiscono chiudere le finestre. Però è giusto sottolineare, come fa il Foglio, che finalmente c’è un premier che su art. 18, giustizia e altro ha il coraggio di sfidare la pigrizia e gli interessi di parte, sindacati o altro che siano.
Massimo Labura
Ho dei dubbi su Annalena quando parla di libri, di sentimenti, di persone, di vita quotidiana, di società, ma come notista politica è Infallibile. (Ironia, per i piccini).
Al direttore - Nella seduta della commissione Giustizia del Senato di martedì 16 settembre, in un dibattito sulla nuova legge sull’affido mi scappa detto, riferendomi a una credenza popolare: “Se un bambino viene portato via dagli zingari” e vengo interrotto dalle grida “vergogna, vergogna!” dei senatori del Pd, Cirinnà e Del Giudice. Mi scuso e ripiego sull’uomo nero, ma il presidente della commissione Nitto Palma mi fa notare ironicamente che il termine sa di razzismo; penso allora all’orco, ma c’è il pericolo di inciampare sugli animalisti, autocensuro il termine pedofilo per evitare risse con le associazioni gay. Ultima spiaggia: un colpo di vento, ma dietro l’angolo incombono gli adoratori ambientalisti di Gaia, la madre terra, buona per definizione. In ossequio al politicamente corretto mi sono preparato per la prossima commissione, dove dirò: “Se un bambino si perde…”.
Carlo Giovanardi
Al direttore - Mi riferisco all’editoriale titolato “Scuole turche, Corano obbligatorio” del 17 settembre. Ascolti. Io (padre che deve iscrivere figlio a scuola e m’informo sull’ora di religione): “Ma gli fanno fare religione pure alle elementari?”. Lei (madre informata): “Certo, però non è obbligatoria: chi vuole chiede l’esonero”. Lui (marito della madre informata): “L’esonero? Non credevo fosse possibile”. Nella testolina della madre informata non abitava l’idea che quella precisazione (“… però non è obbligatoria”) denunciasse una specie di mostruosità, cioè la tranquilla accettazione dell’ipotesi che l’ora di religione potesse essere obbligatoria. Il marito chiudeva il compito: strano che potesse non esserlo. Io parole per spiegarmi con quei due non ne trovavo. E continuavano a bere il cappuccino quando gli ho domandato che cosa farebbero se la figlia loro fosse obbligata a un’ora di religione altrui (domandargli della libertà di non essere obbligati a un’ora di religione qualsiasi era troppo…). “Virata confessionale?”. Qui saremmo pronti, bella retta e confortevole la via.
Iuri Maria Prado
Poi c’è una quarta posizione, la mia. Obbligatorio l’insegnamento della religione cristiana, nostra radice. Ma non me ne voglia: io fui esonerato negli anni Cinquanta-Sessanta. E ancora me ne dolgo, faccio il ripetente a vita.